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La
denominazione “TORRE DELL’OROLOGIO” intende sottolineare la
singolarità e la specificità di questo museo ospitato nella
millenaria torre campanaria di Sant’Andrea.
• Alta circa trenta
metri con uno spessore alla base di oltre un metro e venti, di origine
romano-bizantina, veniva utilizzata come faro e torre di avvistamento.
• Ristrutturata a
partire dall’ottobre del 1997, con posizionamento dei vari piani e
la loro messa in sicurezza, è stata inaugurata e aperta al pubblico
come “ museo verticale”, a partire dal 16 settembre 2006.
• Il percorso museale
si snoda attraverso i vari piani permettendo al visitatore, seppure
sinteticamente, di conoscere la storia della città, della chiesa di
Sant’Andrea e della “torre dell’orologio “.
• All’entrata le
vicende storiche della torre e dei suoi vari utilizzi nei secoli
vengono brevemente raccontati attraverso alcuni documenti a partire
dal 1339; l’antica croce in ferro, che fino al 1912 dominava
dall’alto della torre la città, ora dà il benvenuto al visitatore. |
| • Nel primo e nel
secondo piano sono raccolte le mappe della città, della chiesa di
Sant’Andrea e della sua torre, mappe provenienti dagli archivi
storici locali e della provincia.
• Dal terzo piano il
percorso storico si arrichisce delle testimonianze della fede e della
pietà popolare con la raccolta di numerosi ex-voto dedicati alla
Madonna dell’Addolarata e con la preziosa stola dono del patriarca
di Venezia Cardinale Aristide Naccari ( di origine chioggiotta),
paramento avuto in dono dal papa San Pio X.
• Una “via matrix”,
che racconta dei sette dolori della Madonna ( gli originali sono
esposti al Museo Diocesano) , e l’antica Via Crucis del 1906
completano il breve percorso religioso.
• Fiore
all’occhiello del museo, dal quale poi deriva la sua denominazione,
l’orologio medioevale ( coevo a quello di Salisbury in
Inghilterra) rimane il coronamento di un percorso nel
“tempo” scandito da una serie di informazioni astronomiche e di un
astrolabio che accompagnano il visitatore in un itinerario
storico-temporale.
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L’OROLOGIO
MEDIOEVALE
Il 26 Febbraio 1386
l’orologio era già sulla torre nord-ovest dei civico palazzo
pretorio; dal 31 maggio 1839 è ceduto dal comune alla parrocchia di
Sant’Andrea in occasione della demolizione e ricostruzione
dell’antico palazzo comunale.
Il maestro Aldo
Bullo, esperto in marchingegni medioevali, ha ricostruito con
ostinazione certosina tutta la storia dell’orologio e degli
orologiai, spulciando negli archivi storici della città.
Un valido contributo
alla valorizzazione di questo “fossile vivente” lo hanno dato il
Prof. Ettore Pennestrì del Dipartimento di Meccanica Università Tor
Vergata di Roma con una tesi della laureanda Ana Rivero Mediavilla e
l’Ing. Marisa Addomine presidente del Registro Italiano Orologi da
torre.
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L’orologio
ha subito qualche modifica nel corso dei secoli, la più significativa
l’inserimento del pendolo dopo Galileo; la struttura originale,
comunque pressochè inalterata , è divisa in due parti:
- quella anteriore con i rotismo che scandisce il tempo;
- quella posteriore con il rotismo preposto al suono delle ore.
Nel 1424 è stata apportata una riparazione alla ruota “magistra”,
relativa alla riparazione di quattro denti.
Non
si ha motivo di dubitare che i costruttori siano i Dondi, grandi
costruttori di orologi e di sofisticate apparecchaiture meccaniche (
vedi “Astrario”, una cui riproduzione ,opera del Gruppo Astrario
di Chioggia, si trova presso il locale Museo Civico); la “zampa di
cane” nella parte terminale dei quattro montatnti laterali appare
come un “marchio di fabbrica” che si identifica con la famiglia
Dondi.
Il panorama che si
gode dalla cella campanaria non ha bisogno di commenti.
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L’orologio attualmente all’interno
della protezione
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Il panorama che si
gode dalla cella campanaria
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Torre e chiesa Sant’Andrea vista da
sud
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Testi di
da Aldo Bullo, Dino Memmo e Giovanna Bellemo - Fotografie di Cesare
Mantovan |
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