Le baruffe in calle
Spettacolo itinerante per calli e campielli, città di Chioggia
Ideato e creato da PierLuca Donin (www.arteven.it)
tratto da “Le Baruffe Chiozzotte” di
Carlo Goldoni

Partenza da Isola San Domenico, ore 21.30
Biglietto Unico € 18.00 - Posti limitati e prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni tel. 329 2132176
Prevendite Circuito: www.vivaticket.it by charta

Con gli attori del Piccolo Teatro Città di Chioggia
www.piccoloteatrochioggia.it

 

LE SCENE PRINCIPALI

Paron Toni e Donna Pasqua Lucietta e Bepo
Donna Pasqua e il Commendator Paron Fortunato e il Commendator
Paron Fortunato e il Coadiutore Donna Pasqua e Tina Nane
Paron Vincenzo tra le donne Donne In Baruffa
Paron Fortunato Paron Vincenzo

I PERSONAGGI

Madonna Libera moglie di Paron Fortunato
Orsetta (Orsolina)
sorella di madonna Libera
Checca (Francesca)
sorella di madonna Libera
Madonna Pasqua
moglie di Paron Toni
Luciettasorella
di Paron Toni
Paron Toni (Antonio)
padrone di Tartana (Peschereccio)
Titta Nane (Giambattista)
fratello di Paron Toni
Paron Fortunato
pescatore
Paron Vincenzo
pescatore
Toffolo (Cristoforo)
battellaio
Isidoro
Coadiutore del cancelliere Criminale
Il Comandador
meso del Criminale
Canocchia
giovine che vende zucca arrostita

Gli attori

Le attrici

NOTE SULLE BARUFFE

“Le Baruffe”, forse la commedia più nota di Carlo Goldoni, senz’altro quella che continua da due secoli ha contribuito a portare in tutto il mondo il sapore della Città di Chioggia e l’anima della sua gente.
Una commedia che descrive con ironia le simpatiche persone che vivono in questa meravigliosa Città.
In “Le Bariffe in Calle” PierLuca Donin il regista ha riproposto la commedia Goldoniana, rimanendo fedeli al testo originale del Goldoni, ha ambientato la commedia in città.
Le CALLI, i CAMPIELLI, le RIVE, i CANALI, l’ARCHITETTURA STORICA CITTADINA, le BARCHE, sono diventati lo scenario della commedia Goldoniana accompagnati da un fondo musicale.

NOTE STORICHE SULLE BARUFFE

Le “Baruffe in Calle” debuttano nel 1993 in occasione del Bicentenario della morte di Carlo Goldoni con lo scopo di rendere omaggio alla memoria del grande commediografo veneziano.
“L Baruffe in Chiozzotte” di Carlo Goldoni non hanno trovato però subito l’amore dei chioggiotti!
La prima rappresentazione è stata a Venezia nel 1761 in occasione della chiusura del Carnevale.
Le Baruffe sono state accolte dai chioggiotti come un’offesa alla città!
Il Goldoni dopo la rappresentazione ricevette minacce e lettere anonime che lo spinsero il 16 giugno 1761 (a pochi mesi dal debutto delle “Baruffe Chiozzotte” a Venezia) a scrivere al Podestà della Città di Chioggia per rendergli nota la sua posizione personale.
I chioggiotti oltre a non aver gradito il contenuto della commedia si sarebbero offesi dal prolungato applauso del pubblico veneziano e delle imitazioni che essi avrebbero fatto a burla di espressioni e dialettali chioggiotte.
Per anni nessuna compagnia rappresentò la commedia a Chioggia.
Questo clima di “ostilità” durò ancora per tanto!Basti pensare che in occasione del primo centenario della morte del Goldoni il Cavalier Rodolfo Poli propose di porre una lapide proprio in Corso del Popoloi a Chioggia, sul Palazzo dove il Goldoni soggiorno quando venticinquenne nel 1731 lavorava negli uffici della Pretura come coadiutore della Cancelleria Criminale, la proposta si concretizzo solo 50 anni più tardi.
Nel 1941 in occasione dei 150 dalla morte del commediografo, a Chioggia si rappresentò la prima commedia Goldoniana “La locandiera”.

LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE CHIOGGIOTTA DELLE “BARUFFE CHIOZZOTTE” A CHIOGGIA FU NELL’ESTATE 1948 NEL CORTILE DELLA SCUOLA GREGORUTTI E FU L’INIZIO DI UN SUCCESSO SENZA PRECEDENTI! HA CONTRIBUITO A FAR CONOSCERE ED AMARE LA NOSTRA CITTA’ IN TUTTO IL MONDO.

LE BARUFFE CHIOZZOTTE ORA SONO RAPPRESENTATE IN TUTTO IL MONDO DA FRANCESI, INGLESI, AMERICANI E TUTTI AFFERMANO “NON SAREMO MAI ALL’ALTEZZA DI IMITARE ALLA PERFEZIONE IL LINGUAGGIO CHIOGGIOTTO!UNA FORTUNA CHE HANNO SOLO GLI ATTORI DELLA CITTA’ DI CHIOGGIA!!!”

NOTE DELL’AUTORE CARLO GOLDONI

Il termine Baruffa è lo stesso in linguaggio Chiozzotto, Veneziano e Toscano.
Significa confusione, una mischia, un azzuffamento d’uomini o di donne, che gridano, o si battono insieme.
Queste baruffe sono comuni fra il popolo minuto e abbondano a Chiazza più che altrove, poiché di sessantamila abitanti di quel paese ve ne sono almeno cinquantamila di estrazione povera e bassa, tutti per lo più pescatori o gente marina.
Chioza è una bella e ricca città di venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch’essa nelle Lagune, e isolata, ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno che comunica con la Terraferma.
Ha un Governatore con titolo di Podestà, ch’è sempre di una delle prime Case Patrie della reppublica di Venezia, a cui appartiene.
 
Ha un Vescovo, colà trasportato dall’antica sede di malamocco. Ha un porto vastissimo, e comodo, e ben fortificato. Evvi il ceto nobile, ilo civile ed il mercantile. Vi sono delle persone di merito, e di distinzione. Il Cavagliere della Città ha il titolo di Cancellier grande, ed ha il privilegio di portare la Veste colle maniche lunghe e larghe, come i procuratori di S.Marco. Ella in somma è una città rispettabile. E non intendo parlare in questa commedia che della gente volgare, che forma come dicevamo i cinque sesto di quella vasta popolazione. In fondo il linguaggio di quella Città + Veneziano, ma la gente bassa da principalmente termini particolari, ed una maniera di pronunziare assai differente.
I Veneziani pronunziano i verbi e dicono per esempio “andar”, “star”, “vegnir”, “voler”, che i Chiozzotti dicono
“andare”, “stare”, “venire”, “volere”.
Pare perciò che pronunzino come i verbi Toscani, terminandoli colla vocale senza trocarli, ma non è vero, poiché allungano talmente la finale che diviene una caricatura.
Io ho appreso un poco quel linguaggio e quella pronunzia nel tempo ch’io ero colà impiegato nell’uffizio del Coadiutore del Cancelliere Criminale, come accenai nella prefazione dei miei Comici, affine di ridurli a imitare la cantilena e l’appoggiatura delle finali, terminando i verbi, per così dire, con tre o quattro e, come se dicessero
“andareeee”, “sentireeee”, “stareeee”………….
Ma io non intendo qui dare una grammatica Chiozzotta, accenno qualche cosa della differenza che passa tra questa pronunzia e la Veneziana.
Il Personaggio Principale è
Paron Fortunato.
E’ un uomo grossolano, parla presto, e non dice la metà delle parole, di maniera che gli stessi suoi compatrioti lo capiscono con difficoltà.

Romina Greggio

Piccolo Teatro Città di Chioggia



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